Sicurezza online compromessa per 140 importanti infrastrutture italiane

Un cyberattacco ha colpito numerosi fornitori di servizi in tutto il mondo

La lotta contro i cyber criminali diventa un’attività sempre più necessaria. Una notizia interessante, ed allarmante allo stesso tempo, arriva dal report di MMD per il 2017. Da un’associazione denominata MalwareMustDie! non potevamo che aspettarci interessanti scoperte a livello di sicurezza. È proprio di qualche giorno fa la notizia di un cyber attacco da parte di una gang criminale a numerose infrastrutture italiane, tra cui banche e società pubbliche.

La gang scovata da MMD ha utilizzato una tecnica di SSH TCP forwarding: compromettere la connettività SSH di una infrastruttura vulnerabile per poter poi eseguire diversi tipi di attacchi ai dispositivi interconnessi. In questo modo è possibile effettuare diverse richieste http a seconda di cosa si desideri ottenere: exploit su un web server, credenziali d’accesso, o richieste su server email, tanto per dirne alcune.

Le infrastrutture colpite

La tecnica è stata utilizzata su server di tutto il mondo, colpendo servizi molto popolari come Facebook, PayPal, Gmail, LinkedIn, eBay e Ubisoft, riuscendo ad entrare in possesso di una notevole quantità di dati relativi ad account Gmail, Yahoo e Microsoft. Una volta ottenuti tali dati, è facile scoprire le credenziali di accesso dei singoli account con ulteriori attacchi secondari, il che mette in pericolo la privacy di migliaia di utenti.

Tra le vittime italiane (per le quali non è stata ancora resa nota la lista completa) ci sono importanti servizi come Telecom Italia, Siae, Tiscali, diverse banche come Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Milano, ed alcune università tra cui quelle di Bologna e di Milano.

Facile immaginare i danni derivanti da un attacco del genere. Per proteggere la propria reputazione a seguito di attacchi online o tentativi di hackeraggio, basta rivolgersi ad un professionista.

Come tenere sotto controllo la web reputation

L’importanza della reputazione per i nostri clienti

Abbiamo parlato in precedenza di cosa sia la reputazione online e dell’importanza di gestirla nel migliore dei modi. Approfondiamo un po’ l’argomento esaminando altri modi per proteggere la propria reputazione online.

Secondo il World Economic Forum, il 25% del valore di mercato di una società è direttamente legato alla sua reputazione, e non abbiamo di certo bisogno di cifre per renderci conto di quanti utenti utilizzino internet per informarsi prima di acquistare un prodotto o affidarsi ad un fornitore di servizi. Come muoversi in un mondo in cui chiunque può lasciare un commento negativo sul nostro conto senza che noi possiamo fare nulla per impedirlo o per cancellarlo? Come dobbiamo comportarci quando un ex vendicativo o un concorrente disonesto cerca di metterci in cattiva luce davanti a potenziali clienti?

Tenere sotto controllo la nostra immagine

Il primo passo è da compiere è tenere regolarmente sotto controllo il passaparola online legato alla  nostra azienda. Esistono tool che permettono di essere avvisati con un messaggio ogni volta che qualcuno parla di noi in un commento o una recensione.  In questo modo sarà possibile essere sempre aggiornati su quello che viene detto sul nostro conto in tempo reale ed agire di conseguenza. Un’altra strategia utile è quella di lavorare sul posizionamento delle nostre pagine web sui motori di ricerca. In questo modo, quando un utente ricerca la nostra azienda, i primi risultati saranno relativi a siti e pagine social gestiti da noi e sarà più difficile incappare in recensioni negative tra i primi risultati.

La gestione della SEO e della Web reputation può essere affidata ad agenzie specializzate che si preoccuperanno di renderci sempre gradevoli agli occhi dei clienti e, in caso di necessità, di rimettere in sesto la reputazione di un’azienda che è stata messa in cattiva luce sul web.

 

 

Usare i social network per la web reputation

L’importanza dei social network

Abbiamo parlato, nella prima parte di questo articolo, di come tenere sotto controllo la propria reputazione sfruttando i motori di ricerca e i tool dedicati. Vediamo adesso come comportarsi sui social network per dare agli utenti un’immagine sempre positiva della nostra attività.

L’utilizzo dei social media è una parte fondamentale della costruzione della web reputation di un’azienda. Avere una pagina social non basta: è necessario dedicare tempo ogni giorno all’aggiornamento delle notizie e all’interazione con gli utenti. In questo modo, non solo gli utenti conosceranno la  nostra azienda, ma si sentiranno personalmente coinvolti nella sua crescita e saranno meno inclini a pubblicare recensioni negative sul nostro conto.

Interazione con i clienti e web reputation

La libertà di espressione sul web è una conquista ma comporta, ovviamente, dei rischi. Quando un cliente è insoddisfatto può renderlo pubblico con pochissimo sforzo e la sua opinione è visibile a migliaia di persone. Come comportarsi in questi casi?

Ascoltare le opinioni dei clienti ed intervenire tempestivamente può trasformare un potenziale passo falso in un successo. Ignorare una critica è un errore da evitare. Interagire in maniera tempestiva con un cliente insoddisfatto che ha pubblicato una recensione negativa, ad esempio, potrebbe convincerlo a cambiare idea e magari a modificare la sua recensione in modo da ripulire la nostra immagine dopo che è stata sporcata.

Mantenere sempre un tono pacato e collaborativo è la strategia migliore per interagire con un cliente arrabbiato. Non cercare capri espiatori ma ammettere i propri errori e lavorare per risolvere i problemi può farci guadagnare punti e fidelizzare un cliente che, al primo impatto, abbiamo rischiato di perdere.

Le web agency specializzate possono occuparsi della gestione dei nostri profili sui social e fare in modo che la nostra immagine venga percepita sempre al meglio da follower e utenti.

 

Come comportarsi quando la reputazione online viene danneggiata

Critiche negative e perdita della reputazione

Abbiamo fatto del nostro meglio ma un cliente insoddisfatto ha appena reso nota la sua esperienza negativa sul web. Cosa fare? Prima di tutto cerchiamo di capire quali sono i rischi effettivi in cui possiamo incorrere in casi come questo. In genere ci sono due possibilità.

Scenario 1: il cliente ha espresso un’opinione negativa su un social network.

In un certo senso ci è andata bene. Se sappiamo come muoverci, questa situazione è relativamente semplice da gestire. L’errore da evitare è di utilizzare toni scortesi o rispondere all’aggressività con altra aggressività. In questo modo rischiamo che altri utenti si uniscano al coro, supportando il cliente che ha scritto il commento o facendolo girare, mettendoci in cattiva luce con ancora più persone. Cortesia e rapidità di intervento in queste situazioni sono la mossa giusta.

Scenario 2: il cliente ha postato una recensione negativa su un sito specializzato

In questo caso la situazione è più grave perché questi siti vengono indicizzati. Ciò vuol dire che qualcuno potrebbe cercare il nostro nome su Google e trovarsi davanti la recensione negativa sul nostro conto. Esistono vari siti su cui è possibile esprimere la propria opinione riguardo ad un’azienda o un sevizio. Alcuni sono generici ed è possibile lasciare sia opinioni negative che positive (il sito effettua poi una media delle stesse per dare agli utenti un’idea generale del nostro lavoro), mentre altri sono dedicati specificatamente alla denuncia di servizi insoddisfacenti.

Cosa fare quindi?

In casi particolarmente gravi di diffamazione è possibile far rimuovere la recensione del tutto, ma questo può richiedere l’intervento di amministratori o addirittura una procedura legale. Un’alternativa è lavorare sulla SEO in modo da posizionarsi tra i primi risultati di ricerca soltanto con i nostri migliori risultati.

Chiedere aiuto ad un professionista, in questi casi, è la soluzione ideale. Le web agency specializzate possono aiutare un’azienda a recuperare la reputazione in caso di problemi.

C’è chi ha detto che le prime due pagine di Google sono il miglior biglietto da visita nell’era digitale. E, considerato l’impatto di internet nel processo decisionale di un utente medio, ve la sentireste di dargli torto?

 

Come scrivere titoli efficaci per i motori di ricerca

I titoli e i sottotitoli in ottica SEO

Quando si parla di SEO, grande importanza è legata ai titoli e ai sottotitoli degli articoli. Sarà principalmente su questi due elementi che i motori di ricerca si concentreranno per l’indicizzazione e bisognerà, quindi, prestare grande attenzione alla loro scrittura altrimenti i nostri articoli non avranno visibilità.

Sia che si tratti dell’articolo di un blog o della presentazione di un prodotto, il titolo sarà quello che l’utente vedrà nell’elenco nei risultati di ricerca (oltre ad essere visibile anche altrove, come ad esempio in cima alla scheda della finestra del browser). Come fare, quindi, per scriverlo in maniera efficace?

Elementi che compongono il titolo

I titoli sono composti fondamentalmente di due elementi: il titolo vero e proprio (title tag), che sarà una descrizione estremamente concisa dell’argomento dell’articolo, e il sottotitolo (meta tag), che fornisce, sempre in maniera concisa, qualche informazione in più.

Nel titolo, quindi, dovremo inserire le parole chiave che gli utenti potrebbero cercare su internet per trovare i nostri servizi, posiziondole in maniera efficace (dalla più rilevante alla meno rilevante), e personalizzare il tutto con un riferimento alla nostra azienda. Bisogna, in effetti, domandarsi cosa cercherebbe un cliente che ha bisogno dei nostri servizi e fare in modo che tra centinaia di risultati scelga di visitare la nostra pagina.

I punti da considerare, quindi, sono tre:

  1. Concisione
  2. Parole chiave
  3. Riferimento alla nostra azienda

Il segreto è saper lavorare in maniera creativa e professionale creando tagline efficaci, concise e non banali. Tenete sempre a mente che il web è un oceano in cui la nostra pagina deve riuscire a venire a galla!

E, se la cosa sembra troppo difficile, esistono web agency specializzate che lavorano per far ottenere alla nostra attività il miglior posizionamento nei risultati di ricerca.

 

Cinque errori che penalizzano la visibilità

L’importanza di fare attenzione ai contenuti

Gli algoritmi di Google per l’indicizzazione delle pagine web diventano sempre più sofisticati. Da quando Panda è diventato parte integrante del suo algoritmo base, circa un anno fa, fare attenzione agli errori di ottimizzazione delle pagine è diventato fondamentale per evitare di essere penalizzati.

SEO: Errori da evitare

Per essere ai primi posti nei risultati di ricerca, quindi, non basta creare contenuti pertinenti all’argomento trattato. Bisogna anche fare attenzione ad una serie di dettagli. Vediamo quali.
1. Contenuti duplicati all’interno del sito
L’errore più comune in cui si incorre è la presenza di contenuti ripetuti su diverse pagine dello stesso sito. Ribadire il concetto può sembrare una buona scelta ma duplicare lo stesso articolo su più pagine è un’arma a doppio taglio. Google non ha modo di sapere qual è il ranking interno delle pagine, che finiranno per competere l’una con l’altra, a volte portando l’intero sito ad essere considerato come un contenitore di scarsa qualità.
2. Contenuti non originali
Il web può essere una grande fonte di ispirazione ma copiare il materiale altrui non è mai una buona idea. Nel caso lo stesso contenuto sia rilevato su siti differenti, i motori di ricerca riescono generalmente a tracciarne l’origine effettiva e tengono in considerazione la fonte originaria per i risultati di ricerca.
3. Discrepanze di contenuto su diversi dispositivi
Con l’avvento del mobile, Google dà la precedenza ai contenuti mostrati sulla versione mobile di un sito rispetto a quelli per la versione desktop. È importante, quindi, che le due versioni siano sempre in parallelo altrimenti verremo penalizzati.
4. Povertà di contenuti
Senza contenuto non c’è indicizzazione. Ovvio, no? I motori di ricerca analizzano ogni singolo articolo cercando prima di tutto di capirne l’argomento. I contenuti, quindi, devono essere chiari e sostanziosi.
5. Tempi di caricamento troppo lunghi
L’attenzione dell’utente medio ha una durata limitata. In generale un visitatore tende a concentrarsi sui contenuti che vengono caricati per primi, mentre quelli che impiegano più tempo ad essere caricati vengono più facilmente ignorati. Attenzione, quindi, a non posizionare contenuti rilevanti sul fondo della pagina. C’è il rischio di lavorarci inutilmente.

Il futuro del SEO è lo User Intent

Come funzionano i motori di ricerca oggi

Che i motori di ricerca siano sempre più orientati verso l’utente e la sua esperienza di ricerca non è una novità. Ma in che modo strumenti come Google si sono evoluti negli ultimi anni?

Il futuro del SEO è lo User Intent

La corretta ottimizzazione per i motori di ricerca ormai non è più soltanto una questione di posizionamento, ma di servizio fornito al cliente. Dal tempo in cui le search engine si muovevano quasi

goffamente nel web allo stato attuale, in cui la ricerca semantica fornice risultati su misura con impeccabile precisione, tutto si è evoluto ponendo l’attenzione verso quello che viene definito come user intent, ovvero intenzione dell’utente.

Siamo tutti in grado di effettuare una ricerca su Google ma, poiché non tutti siamo uguali, non tutte le ricerche sono uguali. Facciamo qualche esempio.

Cercare “elezioni presidenziali americane” significa “voglio informarmi su questo argomento”. Cercare “ristoranti a Roma Prati” significa “in questo momento ho fame e mi trovo a Prati”. Il bisogno da soddisfare, quindi, è molto diverso ed i motori di ricerca ne tengono conto.

Questo vuol dire che bisogna ottimizzare la propria pagina web in funzione delle necessità dei clienti e non soltanto del prodotto che forniamo.

Come fare per ottimizzare una pagina web?

Il primo passo è capire chi sono i nostri clienti, a quale categoria appartengono, quanti anni hanno, da quale background provengono, di cosa hanno bisogno, quali prodotti usano e perché, e da lì capire come attirarli. È possibile farlo analizzando le domande che essi stessi pongono su siti come Reddit ad esempio.

Una volta stabilito chi sono i clienti, si potrà cominciare a lavorare sulle idee. In questa fase adatteremo le idee legate al nostro prodotto alle esigenze effettive dei clienti.

Solo a questo punto cominceremo a lavorare sulle parole chiave legate al nostro prodotto.

Non si tratta più, quindi, di essere soltanto trovati ma anche di essere in grado di soddisfare un bisogno. Il lavoro delle web agency, in questo senso, diventa sempre più rilevante per un corretto sviluppo della nostra vetrina online.

Come posizionare un sito web sui motori di ricerca

Come ottimizzare un sito web

Abbiamo parlato in precedenza di cos’è la SEO e del perché è così importante. Ma come, esattamente, si può ottimizzare una pagina web in modo da essere facilmente trovati da follower o potenziali clienti?
Sono tantissime le cose di cui potremmo tener conto, ma abbiamo ridotto l’elenco a tre regole d’oro da tener sempre presenti quando si parla di SEO.

I segreti per un buon posizionamento

1. Originalità
Produrre contenuti originali contribuisce alla costruzione di un’immagine unica e riconoscibile. Il nostro sito web è la nostra vetrina e deve essere in linea con il prodotto che rappresenta, sia in termini di design che di caratteristiche e contenuti.
2. Chiarezza
Descrizioni troppo metaforiche e raffinate sono piacevoli da leggere ma, se il messaggio che vogliamo esprimere non è chiaro, il cliente non si tratterrà sulla nostra pagina. Chi effettua una ricerca in internet lo fa perché ha bisogno di un servizio e si aspetta di trovare quello che cerca. Raccontare la storia di un’azienda come quella di un’impresa eroica non è una buona idea. Vi tratterreste sul sito di un’azienda se non capite di cosa si occupa? Peggio ancora, perdereste tempo a contattarla per chiedere spiegazioni?
3. Qualità
Non sempre una campagna pubblicitaria aggressiva, magari anche con l’uso di ads, è la scelta migliore. Meglio puntare su contenuti chiari e ben codificati. In questo modo avremo la certezza di raggiungere il nostro target specifico. È anche più economico!

Le agenzie web specializzate e i content creator studiano il modo più efficace per valorizzare un’attività e ottenere il miglior risultato sui motori di ricerca.

Cosa vuol dire SEO

SEO: Cos’è esattamente?

In un’epoca in cui il mondo di internet è parte integrante delle nostre vite, diventa sempre più importante curare la SEO di una pagina web. Ma cos’è questa SEO esattamente? L’acronimo sta per Search Engine Optimization, vale a dire ottimizzazione per i motori di ricerca. In parole povere, curare la SEO significa fare in modo che un sito web appaia tra i primi risultati ottenuti quando un utente effettua una ricerca su internet.

L’ordine in cui un motore di ricerca presenta i risultati, infatti, non è casuale! Le pagine web che si posizionano più in alto nella lista dei risultati, infatti, saranno sempre quelle che il motore di ricerca valuterà più pertinenti alla ricerca effettuata.
Non basta, quindi, fornire un buon servizio: bisogna anche ottimizzarlo nel migliore dei modi se si vuole raggiungere il maggior numero possibile di utenti.

Ma perché la SEO è così importante?

Il web è un oceano di cui il nostro sito non è che una goccia. Che si tratti di un blog, di un negozio o di uno studio legale, è importante fare in modo di posizionarsi tra i primi risultati di una ricerca. Cosa vuol dire, quindi, non ottimizzare un sito? Vuol dire dare poca, o addirittura nessuna, visibilità alla nostra attività.
La soglia di attenzione di un utente medio, infatti, è molto bassa. Raramente un potenziale cliente si spingerà oltre le prime due pagine di risultati per trovare il professionista che sta cercando.
Detto questo, è facile rendersi conto dell’importanza di creare contenuti che ci permettano di essere tra i primi risultati trovati dai motori di ricerca. È per questo motivo che nascono agenzie web specializzate, il cui scopo è proprio aiutare i fornitori a mettersi in vetrina nel mondo virtuale.

Nella seconda parte dell’articolo analizzeremo le migliori strategie per creare contenuti efficaci in ottica SEO.

Novità Seo del 2017- il passaggio ad https

Il 2017 è l’anno delle novità in casa Google per l’ottimizzazione dei siti web e le strategie SEO.

Se alcuni cambiamenti erano già stati annunciati, altri potrebbero rappresentare per molti delle verie e proprie sorprese.

Tra le novità più attese e ampiamente annunciate c’è di sicuro il passaggio al protocollo https.

A  partire da quest’anno, infatti, Google Chrome segnerà come non sicuri i siti con dominio http. Una scelta in linea con quanto fatto negli ultimi due anni dall’azienda di Mountain View.

Ma cosa vuol dire https?

Il protocollo https, acronimo di HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer. è stato introdotto nel 2015 per identificare tutti quei siti web in possesso della certificazione SSL e che criptano i dati trasmessi.

In questo modo si ha la certezza che il sito in cui stiamo navigando è sicuro e che i nostri dati non saranno accessibili ad altri. Avere la certificazione SSL risulta, quindi, indispensabile per tutti quei siti web in cui si richiedono dei pagamenti e l’inserimento di dati sensibili come gli e-commerce.

D’ora in poi, dunque, i siti con che non hanno un protocollo https su Google Chrome verranno segnalati come non sicuri e questo potrebbe indurre i potenziali clienti a non fidarsi del sito e a chiudere la pagina.