SEO ed errori tecnici – Parte II

Abbiamo introdotto in un precedente articolo alcuni degli errori più comuni, dal punto di vista tecnico, nell’ottimizzazione per i motori di ricerca, focalizzandoci in particolare su uno scorretto posizionamento dei contenuti all’interno del sito, sull’importanza dei back link e sul crawling.

Ma quali altri pecche tecniche possono danneggiarci? Vediamole insieme.

Bassa qualità dei contenuti

Da quando Panda ha cominciato a penalizzare i siti web con scarsi contenuti, curare questi ultimi è diventata la prima regola da seguire in fatto di SEO. Una sola pagina di contenuti validi non è di certo sufficiente a migliorare il nostro posizionamento se tutto il resto del sito è inondato da thin content. Panda valuta il nostro sito basandosi sulla media dei contenuti originali che esso contiene, e, se questa media non raggiunge un valore minimo standard, il rating ne subisce le conseguenze. Quindi, prima di provvedere ad aggiungere contenuto ad un sito web che non rende in termini di posizionamento, è bene revisionare il contenuto attuale, migliorandolo ed eliminando le pagine che non possono essere migliorate.

Cattiva gestione delle parole chiave

Un errore comune è avere sul proprio sito web pagine non correlate alle parole chiave di interesse, e averle comunque indicizzate. In questi casi è bene reindirizzare la ricerca sulle pagine che le contengono, le quali, ovviamente, devono essere le più importanti.

Scarsa autorità del sito

Se è vero che è il marketing stesso a portare traffico, è altrettanto vero che l’autorità del nostro sito web gioca un ruolo importante nel posizionamento. Anche in presenza di buoni contenuti e struttura, c’è il rischio che il nostro sito non raggiunga le prime posizioni della SERP senza l’adeguata autorità, in particolare se la nostra azienda opera su un mercato molto competitivo. Per questo è importante puntare sui back link e generare traffico per aumentare il ranking.

Tempi di caricamento troppo lunghi

Ne abbiamo parlato in passato: nessuno sul web ha tempo da perdere nell’attesa che una pagina venga correttamente caricata. Gli utenti, in caso di tempi di attesa lunghi, si sentiranno poco considerati e abbandoneranno la pagina dopo pochi secondi, creando un bounce rate che penalizzerà l’indicizzazione del sito. L’usabilità è un fattore fondamentale: gli utenti sono il pane della nostra azienda.

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SEO ed errori tecnici – Parte I

Ricordare le regole base dell’ottimizzazione per i motori di ricerca

Dopo aver parlato a lungo di user intent e ricerca vocale, torniamo a focalizzarci sull’aspetto prettamente tecnico della SEO, analizzando una serie di errori da evitare nella realizzazione di un sito web.

L’importanza di inserire contenuti validi nel sito principale

I contenuti sono il pane della SEO e l’errore più grande da evitare è l’assenza di contenuti validi sul sito principale. Può capitare che, spesso per motivi di design, i contenuti migliori di un sito web vengano caricati su un sottodominio se non addirittura su un sito differente. Per l’immagine può sembrare una soluzione accattivante, ma non lo è. Gli algoritmi di Google, sotto questo punto di vista, sono molto semplici: se un contenuto non fa parte del sito principale, allora non è importante. E, se non è importante, non è necessario che sia visibile. In casi come questo, migliorare la visibilità è un’operazione realizzabile in due modi: creare migliaia di domini di riferimento oppure migrare i contenuti non visibili nel dominio principale. La soluzione più semplice è abbastanza ovvia.

Un caso interessante, a questo proposito, è quello del sito web Monster, che tempo fa ha migrato due sottodomini all’interno del main site ed ha ottenuto un incremento di visibilità del 116% nel Regno Unito.

L’importanza dei link interni

Guidare gli spider di Google attraverso varie sezioni del nostro sito è uno dei modi più efficaci di ottenere indicizzazione. È importante che questo flusso di spider sia ben distribuito all’interno di tutte le sezioni in maniera equilibrata, in modo che ogni pagina venga indicizzata efficacemente, evitando l’esclusione dai risultati di ricerca di alcune sezioni o, peggio ancora, di sezioni importanti.

Migliorare l’efficienza del crawl

Mettiamo di avere un sito di notevoli dimensioni, ad esempio un ecommerce con una gran quantità di articoli tra cui cercare. Google, però, scansiona solo un numero limitato di pagine per volta, per poi tornare a visitarci in un momento successivo. Se il nostro sito ha troppe url al suo interno, gli spider di Google potrebbero perdersi su aree di scarsa importanza ed ignorare quelle che vorremmo fossero più visibili.

Impostare dei parametri di nofollow, o ridirezionare il crawling verso una pagina proritaria nel caso si gestissero più domini con un nome simile, può aiutarci a salvare un bel po’ di denaro e tempo d’attesa.

Continueremo la nostra analisi nella seconda parte di questo articolo.

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